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“Arpeggi sospesi, traiettorie industrial, cupezze quasi liquide a testimoniare l’ottimo stato di salute della scena ‘avant’ torinese”. RUMORE
“Musica satura di elettricità, tra scarne ballate blues e desolanti improvvisazioni. Straniante”. ROCKERILLA
“Burnout è da avere, da ascoltare, da temere. Un lavoro meraviglioso”. IL MUCCHIO
“Un encomiabile esempio di DIY estremo che ribadisce, ancora una volta, come agosto sia il mese più sbagliato per andarsene in vacanza”. ROCK IT
“Being able to mix these similar elements that haven’t been blended before creates something new and it works exceptionally well. As you begin to think more about it, you’ll realize this is a style pairing that should have existed before now and that just makes it even more perfect”
RAISEDBYGYPSIES
“Burnout is a strange beast that defies categorization. With pieces from Post-Rock to Metal to Classical to Musique concrete, Paolo Spaccamonti & Daniele Brusaschetto do it all and do it well”. 8.1 BEACHSLOTH
“In PAOLO SPACCAMONTI & DANIEL BRUSASCHETTO trafen sich zwei bekannte Musiker, die beide nicht nur über eine Menge Talent verfügen, sondern über Klasse, welche sie auf “Burnout (august session)” voll ausspielen, weshalb geneigte Hörer(-innen) ein berührendes Hörerlebnis erwartet – meine absolute Empfehlung!” KULTURTERRORISMUS
“Il Burnout strumentale di Spaccamonti e Brusaschetto non sembra soggetto a mode di nessun tipo. Gli umori variabili del disco sembrano figli di una progettazione particolarmente attenta per un risultato complessivo brillante e di assoluto interesse”. MUSICTRAKS
“In questa sessione d’agosto si percepiscono isolazionismo e una pensierosa malinconia autunnale. Un lavoro semplice e coinvolgente. Ottimo”. THE NEW NOISE
“Tanti umori, cento idee in cui convivono sperimentazione, urgenza strumentale e creatività. Pare una cassettina così, mannaggia a loro”.
MUSICADDICTION
“Una catena di montaggio suonata per raccontare un altro mondo, più umano, ma che a volte ripiomba nel lacerante strepitio della macchina crudele e omicida. Un esperimento davvero ben riuscito”. Voto : 4/5
GWENDALYN WEBRADIO
“Stesso approccio libero nei confronti della musica, stessa volontà di non ripetersi. Il risultato è perfetto e dimostra una creatività tale da poter rendere interessanti anche territori già ampiamente battuti”. Voto: 7/10
STORIA DELLA MUSICA
“Il duo ci proietta in un turbine di rumori e distorsioni, un’atmosfera non permeabile dove il tutto finisce con un soffocato silenzio”. FRASTUONI
“Registrato in una Torino deserta, questo lavoro è frutto di un’improvvisazione totale incentrata sul ‘burnout’ e realizzato da due tra i musicisti più interessanti”. SENTIRE ASCOLTARE
“Solo la sottile angoscia che suscitano le feste comandate, in questo caso ferragosto, poteva far affiorare questo album muto ed oscuro, fatto di suoni ossessivi e atmosfere rarefatte”. THEGREATCOMPLOTTORADIO
“Una sessione lampo giocata tutta sul filo dell’estemporaneità. Un gradevolissimo sottofondo per l’inverno”. HATETV
“Nove temi senza parole ma con sfavillanti duetti/duelli di chitarre post-shoegaze-noise-blues, ora tesi e martellanti, ora dilatati e onirici”. VITTORE BARONI
“un piccolo mosaico di sensazioni dimesse, cesellato da due chitarre che ne forniscono colori sorprendentemente variegati. Una perla estemporanea recuperata da un possibile oblio”. DARKROOM-MAGAZINE
“Due dei musicisti italiani più interessanti si sono messi insieme per questo lavoro umbratile ed oscuro, che non lascia indifferenti”. KATHODIK
“All Impossible Worlds, quasi un ossimoro delle “Possible Musics” di Hassell & Eno, è come un’estraniazione, una fuga dalla realtà, un’escursione verso zone di frontiera non limitrofe.. Le tribù degli aficionado di Brusaschetto e Spaccamonti, non oceaniche ma comunque solide, saranno sempre riconoscenti.”. SANDS-ZINE
“un orologio che scandisce il tempo, rubandocelo, strappandocelo di mano, mentre noi inermi non possiamo che lasciarglielo fare, intrappolati nel nostro mondo a due dimensioni”. AGATHASPEAKS